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Il silenzio imperfetto - Aldo Penna


Come fossero barili di una nave affondata che riemergono dalle acque fangose di un'immensa, silenziosa, palude, così i fatti narrati da Aldo Penna ne "Il silenzio imperfetto".
 Sotto la superficie, le molte strade che al delitto conducono: strade politiche, finanziarie, strade pubbliche e strade private.
L'autore descrive con sobrietà i suoi personaggi, ma è una sobrietà che non  intende celare nulla: i diversi volti di una stessa persona, la crudeltà ben nascosta fra le pieghe di una vita perbene e, su tutto, la mafia.
La mafia di oggi, nella sua realtà attuale: finanziaria, elegante e magari anche raffinata; ma non complessa. Semplice come un bambino crudele nel cercare il mezzo più efficiente per arrivare al fine.
Sanguinaria e volgare solo all'occorrenza.

La bellezza di questo romanzo è, fra le altre cose, nella terribile semplicità con cui la mafia è nella società  e la società è nella mafia. Nemmeno una convivenza fra due entità diverse, piuttosto i fili di ragni diversi, mafiosi e non mafiosi, che intessono l'unica ragnatela della struttura politica e economico-sociale di una città, Palermo, nella quale uomini e donne di buona volontà non hanno un punto di riferimento che non sia la propria volontà di verità e giustizia. 

Il protagonista, un giornalista di cronaca nera di un giornale locale, è la mente che senza insopportabili ingenuità osserva il gioco in superficie, intuisce, cerca, scansa le certezze per macerare nel dubbio e trovare, infine, almeno un frammento della verità sommersa.

Claudia Esposito

Pubblicato il 19/2/2011 alle 17.43 nella rubrica LIBRI.

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