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Democrazia e altre piccole cose.
post pubblicato in Principi, il 14 dicembre 2011
 Un governo che non abbiamo votato sta decidendo del futuro di tutti noi. Voci di secessione si alzano dal Nord più gretto e razzista e proprio nei giorni in cui la Lega Nord parla di secessione  e moneta padana (!?), un attivista neo-nazista decide che è il momento giusto per uccidere. E uccide. 

I conflitti interni sono sempre nati così, dalla coincidenza fra crisi economica, deficit democratico, movimenti interni secessionisti e razzisti  e il grande potere economico delle organizzazioni criminali. 

Fra dieci o quindici anni, siete proprio sicuri che vivremo nello stesso, dannato paese democratico in cui viviamo ora? Chi è in grado di ponderare la gravità della convergenza di tutti questi fattori? Nessuno. Nemmeno chi scrive.

Proprio per questo, ognuno di questi fattori e la loro compresenza, in questo preciso momento storico, deve essere valutata con attenzione, e la politica ha, oggi più di ieri, una grande importanza nel fare in modo che ciascuno di questi fattori non si acuiscano in modo da portarci verso un baratro di cui, purtroppo, anche solo guardando alla vicina Yugoslavia, conosciamo la fine. Non conta solo l'economia, anche se è molto importante uscire da questa crisi economica. Ciascuno di questi elementi si nutre degli altri, anche l'economia si nutre di razzismo: lasciare perdere, pensare che non c'è più niente da fare, porterà fuori dal paese le menti migliori e qui rimarrà la manovalanza, che sarà sindacalizzata e consapevole dei propri diritti o in balìa del proprio lato oscuro, come oggi molti paiono essere.

 E sopra tutto questo, la criminalità organizzata che preferisce l'anti-politica alla politica. Occuparsi di economia, anche se si lotta l'evasione fiscale, non è fare politica come occuparsi del rafforzamento della legislazione anti-mafia, ad esempio. Alle criminalità organizzate questa grave assenza della politica e il deficit di democrazia dovuta al fatto che non vi sono state elezioni democratiche potrebbe fare più che comodo. All'ombra della crisi economica, lontano dalle luci dei riflettori dello scontro fra magistratura e politica tipico della passata legislatura, la gestione dei poteri para-istituzionali e istituzionali deviati può essere  facilitato? Non possiamo saperlo, ma non sarebbe giusto che un potere politico legittimo si occupasse di continuare la lunga marcia verso la libertà dalle organizzazioni criminali?



permalink | inviato da lelani il 14/12/2011 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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