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Diego Armando Maradona
post pubblicato in Uomini, il 25 febbraio 2011


Si, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perchè sono stato in Vaticano e ho visto i tetti d'oro.
E dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupa dei bambini poveri.... allora venditi il tetto, amigo, fai qualcosa!!

Diego Armando Maradona



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Luis Sepùlveda
post pubblicato in Uomini, il 4 settembre 2010


   "Il volto umano non mente mai: è l'unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto"

     Luis Sepùlveda,  Diario di un killer sentimentale



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Mario Borghezio, il neo-fascista dichiarato
post pubblicato in Uomini, il 6 maggio 2010
 Dei giornalisti francesi sono riusciti a riprendere Mario Borghezio dopo un incontro con i neo fascisti francesi. Dando consigli ai fascisti francesi parla del taglio regionale da dare al movimento, di non dire mai di essere fascisti, di dire che si fa parte di un movimento regionale, cattolico e poi " sotto sotto, rimanere sempre gli stessi". Sentite voi stessi.
Claudia Esposito



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Letture interessanti -2
post pubblicato in Uomini, il 4 marzo 2010

Ho appena finito di leggere "La mafia ha vinto", intervista di Saverio Lodato a Tommaso Buscetta, il primo pentito,  quello che ci ha permesso di sapere tantissimo di quello che sappiamo sulla mafia siciliana.

Ne esce fuori un ritratto inedito, rispetto a qualsiasi cosa si possa sentir dire , si sia sentita dire, su quest'uomo, sul suo passato di mafioso ma anche sulla sua vita di pentito. La differenza fra la percezione che si può avere di Buscetta e questa intervista - la maggior parte dei fatti riportati sono passati per i tribunali, dunque verità incontestabili e  incontestate anche dai diretti interessati di quelle vicende - è enorme.

Un libro che si legge volentieri, e interessantissimo per la quantità e la qualità delle vicende che vi sono narrate e anche perchè ripercorrendo la sua storia personale, Buscetta ripercorre la storia dell'intera organizzazione criminale di cui ha fatto parte per quarant'anni; lui, nato nel 1929 e entrato affiliato a diciotto anni e arrivato fino ai vertici di Cosa Nostra. Una testimonianza unica per quantità e qualità delle cose che ci racconta..anche di noi, purtroppo,  che di Cosa nostra non facciamo parte.

Da leggere.

Claudia Esposito



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Lettera a Marco Travaglio, il nostro bimbo
post pubblicato in Uomini, il 24 febbraio 2010

Caro Dr Travaglio, ho visto la puntata di Annozero "Gelatina", ho letto la sua lettera aperta sul "Il fatto quotidiano", la risposta di Michele Santoro, la sua replica, scritta e pubblicata sul sito di Annozero e quella in Passaparola di questa settimana.

Mi rendo conto che la  sua situazione, Dr Travaglio, è alquanto difficile.C’è stato un salto di qualità? E lei lo va a dire a Michele Santoro? Non se li ricorda i tempi di Bella Ciao? Quelli erano tempi peggiori da questo punto di vista. Era peggio perchè i venduti non erano tutti emersi, la situazione, come dire gli assetti, non erano chiari e netti come ora, fra giornalisti e intellettuali. Era molto più difficile per Michele Santoro rispondere allora che oggi per lei, oggi che i venduti vanno in giro senza dignità col cartellino del prezzo attaccato al bavero della giacchetta.

Come  se non bastasse, nè gli spettatori di Annozero nè i cittadini italiani sono degli sciocchi. E se lei pensa che difendere la sua rispettabilità voglia dire dare conto ad ogni sciocco di questo Paese delle sue vacanze si sbaglia. Gli sciocchi fingono di non sapere la verità, per connivenza, convenienza, per sperare di ricavare qualcosa da questa meschinità, anche briciole. E sono dei miserabili e non so come lei possa affannarsi  a difendere il suo onore dai miserabili. Non ce n'è alcun bisogno. La verità la sanno. E continueranno a mentire o a fingere di credere alle menzogne, noti o ignoti che siano.


Questa sua foga di spiegare i conti delle sue vacanze e pubblicarli sul blog non è solo infantile, è sbagliata : da soddisfazione ai  suoi diffamatori che la vedono affannarsi per difendersi da accuse che sanno benissimo essere false. La stima non si guadagna in un giorno – non lo sa?- . Ma inemmeno si può perdere con una calunnia. Per cui, caro Dr Travaglio, rinnovandole tutta la mia stima, la invito a smetterla di fare il bambino, altrimenti .... vengo lì e ti sculaccio.Un bacio grande

Claudia  Esposito





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De Gennaro assolto in primo grado
post pubblicato in Uomini, il 20 febbraio 2010
Da "La Repubblica"

GENOVA
- Assolti per "non aver commesso il fatto" l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola, accusati di aver indotto alla falsa testimonianza l'ex questore di Genova Francesco Colucci. Secondo il giudice di primo grado la retromarcia di Colucci che in un primo tempo aveva fatto intendere che "il capo" fosse informato della sanguinosa  irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001, non è attribuibile a loro.

I pm avevano chiesto due anni di reclusione. La decisione è stata presa dal gup di Genova Silvia Carpanini, dopo solo un quarto d'ora di camera di consiglio. Lo scorso luglio i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, titolari dell'inchiesta sulle violenze contro i giovani che si trovavano nella scuola, avevano chiesto.due annni di reclusione per De Gennaro e un anno e quatri mesi per Mortola  Usciti di scena loro, rimane alla sbarra Colucci, rinviato a giudizio perché, a differenza degli altri due imputati, ha preferito il rito ordinario a quello abbrevitato.

Le due versioni di Colucci. La vicenda nasce da un interrogatorio dell'allora questore di Genova. Inizialmente ammise un coinvolgimento indiretto dell'ex capo della polizia nei fatti della Diaz, ma in seguito, durante il dibattimento, Colucci fece un passo indietro e sostenne che De Gennaro era all'oscuro di quelle violenze. Da qui la richiesta dei pm di falsa testimonianza per Colucci e di istigazione alla falsa testimonianza per De Gennaro e Mortola che avrebbero indotto l'ex questore a ritrattare.

L'intercettazione: "Ho parlato con il capo". L'accusa si fondava su una telefonata registrata tra la prima e la seconda versione dell'ex questore. Colucci chiamò Mortola e gli disse: "Ho parlato con il capo. Devo fare marcia indietro". Il "capo" cui fa riferimento sarebbe stato proprio De Gennaro. Ma il giudice non ha creduto a questa tesi e ha formulato una piena assoluzione.

Imputati soddisfatti. "Siamo molto soddisfatti per l'esito della sentenza, ma anche anche per la serenità con cui si è svolto il processo". E' il primo commento dell'avvocato Carlo Biondi, difensore, insieme a Franco Coppi, dell'ex capo della polizia, attuale direttore del Dipartimento della Informazioni per la Sicurezza Dis. Il verdetto è stato accolto con soddisfazione anche dal legale dell'ex capo della Digos di Genova, promosso nel frattempo a questore vicario di Torino.

Il governo: "Crolla il teorema del complotto". Commenti positivi sono stati espressi da componenti della maggioranza e del Pd. Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, la sentenza di oggi "è l'ennesima smentita del teorema del complotto, costruito da qualche pm". Simili parole ha usato il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: "Crolla l'immotivata campagna di denigrazione delle forze dell'ordine". Soddisfazione per l'esito della vicenda è stata espressa anche dal responsabile della sicurezza del Pd Marco Minniti che ha telefonato a De Gennaro per congratularsi.

Heidi: "De Gennaro intoccabile". Molto diverso il commento di Laura Tartarini, avvocato di parte civile: "La cosa non ci stupisce ma non si capisce dove, come e perché il questore Colucci abbia deciso di fare una falsa testimonianza senza essere indotto: ci sono intercettazioni telefoniche dove Mortola istruisce Colucci; come il giudice possa aver ritenuto che non ci fossero le prove di induzione alla falsa testimonianza lo scopriremo nelle motivazioni". Ancora più dura Heidi Giuliani, madre di Carlo, vittima degli scontri di piazza quell'estate a Genova: "Nessun stupore. De Gennaro fa parte della categoria degli intoccabili del nostro Paese".

(7 ottobre 2009)

Ora vorrei mettere qui il mio commento a questa notizia. Se porti in tribunale De Gennaro, l'uomo dell'anti-terrorismo, dell'anti-mafia dei tempi di Falcone, io non ho nulla da dire. Solo, come cittadina italiana, mi auguro che tu di prove ne abbia talmente tante e da buttarne, da farlo condannare.

Me lo aspetto, non come sorta di omaggio a un uomo di potere, ma come rispetto per un uomo la cui credibilità è conquistata sul campo.

Mi aspetto una condanna senza appello, prove inconfutabili.Niente di tutto ciò.

E mi dispiace, perchè come al solito  da queste parti, i meriti quelli veri, la credibilità autentica - come dire sudata- non conta. E ci siamo giocati la faccia di un grande uomo di questo paese.

Saluti

Claudia




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Gianni De Gennaro
post pubblicato in Uomini, il 17 novembre 2009

Biografia professionale

Giovanni De Gennaro nasce a Reggio Calabria il 14 agosto 1948. Dopo essersi laureato in giurisprudenza presso l'università La Sapienza di Roma, nel 1973 entra a far parte dei ruoli della Polizia;con il grado di commissario ottiene il suo primo incarico alla questura di Alessandria. Nel 1975 è trasferito alla questura di Roma e assegnato alla Squadra mobile come dirigente della Sezione antinarcotici. Nel 1981 assume la direzione della Criminalpol del Lazio, e nel 1984 è trasferito alla Direzione centrale della polizia criminale per dirigere prima il Nucleo centrale anticrimine, poi il Servizio centrale operativo. Promosso due volte per merito straordinario: la prima, nel 1980, quando è protagonista in un conflitto a fuoco all'interno dell'Ambasciata belga di Roma; nel corso dell'operazione sono liberati trenta ostaggi minacciati da un pericoloso squilibrato che aveva già ferito gravemente un diplomatico. In quella circostanza gli è attribuito il grado di vice questore aggiunto. La seconda promozione per merito straordinario risale al 1990, quando De Gennaro è promosso dirigente superiore dopo la brillante conclusione di una serie di importanti operazioni di rilievo internazionale contro la mafia siciliana. Alla fine del 1991 il ministro dell'Interno gli affida l'incarico di vice direttore della Direzione investigativa antimafia. Sempre impegnato sul fronte della polizia giudiziaria, è artefice di importanti inchieste, affiancando per 11 anni, ininterrottamente,l'azione antimafia del giudice Giovanni Falcone: dall'individuazione dei laboratori clandestini per la raffinazione dell'eroina in Sicilia, alle indagini sul fronte italiano della 'Pizza connection', dall'arresto del trafficante di droga Koh Bah Kim in Thailandia, all'ideazione, gestione e conclusione dell'indagine 'Iron tower', fino all'arresto di latitanti di spicco,tra i quali Zaza, Vernengo, Lucchese. Impegnato sul fronte dei sequestri di persona, dirige personalmente le indagini che conducono alla liberazione di Esteranne Ricca, Carmine Del Prete, Augusto De Megni e Patrizia Tacchella. Conosciuto e stimato negli ambienti internazionali, collabora intensamente con la Dea (Drug enforcement administration) e l'Fbi (Federal bureau of investigation) statunitensi, con le polizie canadese e australiana. Nel corso della carriera in Polizia, De Gennaro apre la strada a importanti cooperazioni anche con altri Paesi stranieri come ad esempio la Repubblica Dominicana, dove nel 1988 partecipa alla cattura del noto mafioso Tommaso Inzerillo. Nominato cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana, ottiene altre onorificenze anche all'estero, in particolare in Belgio, dove è insignito della croce di commendatore dell'ordine di Leopoldo II. Con decreto del ministero dell'Interno gli viene assegnato, dal 1° aprile 1993, l'incarico di direttore della Direzione investigativa antimafia (Dia).

Il 1° settembre 1994 è nominato vice capo della Polizia.

Il 19 dicembre 1997 il Consiglio dei ministri gli affida l'incarico di vice capo della Polizia vicario.

Il 26 maggio 2000 il Consiglio dei ministri lo nomina Capo della Polizia.

Nel dicembre 2006 gli viene conferita la Medal of Meritorious Achievement dell'Fbi (Federal Bureau of Investigation), un riconoscimento

straordinario attribuito per la prima volta a un rappresentante di polizia fuori dagli Stati Uniti.

Cessa dal suo incarico il 25 giugno 2007

( Dal Sito ufficiale delle Polizia di Stato)

"Throughout his law enforcement career, Prefetto De Gennaro has shown great courage in the face of unremitting danger and been a champion of the cause of justice," Director Mueller said. "His efforts have directly contributed to our success in combating the threat of organized crime." David Mueller,capo dell'FBI durante il discorso di conferimento.

Former Director Freeh, who honored his former partner by relating some of his remarks in Italian, called the relationship between the FBI and Italian police "the single best operational partnership in the world.""The power of the relationship has changed the face of organized crime," Freeh said. To De Gennaro, he said, "You, for us, signify not just great courage, but great cooperation"

( Dal sito ufficiale dell'FBI )




permalink | inviato da lelani il 17/11/2009 alle 23:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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